lunedì 20 febbraio 2012

Notturno Italiano - L'esordio inquieto del Novecento - Lucio Villari


Che noia che barba, che barba che noia. Da un “mostro sacro” della storia come il Villari mi aspettavo molto di più. E invece: un libro che non si sa se sia per specialisti o per profani, pieno di citazioni senza alcun riferimento (e perciò privo di bibliografia: l'ipse dixit per Villari dev'essere la norma) inquadrato per categorie fumose ed ellittiche in cui - per citare Flaiano - "la linea più breve tra A a B è l'arabesco".

Senza contare che – alla fine – svaniti i fumi dell’erudizione e la nuvola di citazioni più o meno appropriate, si finisce per parlare – noiosamente – delle solite cose risapute e stantie. I fatti sono quelli che sono, e non è facendo il gioco delle tre tavolette e raggruppando le carte in categorie arbitrarie dai titoli altisonanti (uno per tutti: “NATURA RIBELLE ED ESTETICA DELLA LIBERTA’”) che si dicono cose nuove o almeno interessanti.

Come dice giustamente un altro commentatore, non sentivamo il bisogno di un altro libro sull’incipit del Novecento che dicesse le stesse cose di tutti gli altri. Per di più in modo fumoso, inutilmente erudito, da professore emerito che si vuole pavoneggiare della propria cultura. Sicuramente il silenzio sarebbe stato un'opzione migliore di un libro così.


NOTTURNO ITALIANO
LUCIO VILLARI
Brossura 192 Pagine
ISBN-13: 9788842097525
Editore: Laterza

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